Jacopo Ernesto Gasparrini

 
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Who?
Visual Artist.
Born and raised in Rome, 1993.
BA in Design and Visual Communication, Politecnico di Torino, Turin, Italy.
MFA in Painting, Accademia di Belle Arti di Brera, Milan, Italy.
Mark

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2021 – English below 


 
Ogni giorno consumiamo centinaia di migliaia di immagini. Il loro ruolo non è più quello di una volta, il costante processo di ascrizione della realtà in Media sempre nuovi ha imposto l’applicazione di regole ferree nella creazione di immagini del mondo. Imponendo una natura strettamente seduttiva e pubbliciaria, sempre ingannevole, il sistema di produzione di immagini richiede che queste ricoprano la funzione di motore di creazione di desideri in chi le consuma. Dopo essermi posto la domanda “un’immagine mi ha mai reso felice?”, ho capito che le immagini non sono altro che il sangue, la linfa vitale del Capitalismo in cui viviamo. Le immagini non sono intangibili, illimitate ed eteree come le immaginiamo. Le immagini non sono leggere, inquinano non solamente la nostra percezione del mondo ma anche il mondo stesso. Le immagini hanno bisogno di luoghi fisici dove essere archiviate e dove possono circolare. Questi sono solitamente le server farm, non-luoghi celati nelle zone più fredde della terra, sorvegliati da guardie armate, che hanno un impatto ambientale enorme.

Di fronte a questi ragionamenti ho deciso di iniziare un percorso di concretizzazione delle immagini. Cercare di dare corpo a queste entità informi e mimetiche, non in maniera letterale, banalmente stampandole su un qualsiasi supporto, ma cercando di cristallizzarne l’essenza andando a imitare e invertire i processi di rappresentazione del mondo reale nel digitale. Utilizzando tecniche sperimentali, come la scansione 3D, la stampa 3D e la cubicatura, il mio obiettivo è quello di reificare le immagini, svelandone la natura concreta e inquietante. Gli esiti delle mie rappresentazioni sono sculture grottesche, sensibili alla luce il cui scopo è diventare un simulacro della violenza che la nostra sfera percettiva subisce ogni giorno.



Every day we consume hundreds of thousands of images. Their role is no longer that of the past. The constant process of ascription of reality in always new Medias has imposed the application of strict rules in the creation of images of the world. Enforcing a rigorously seductive and advertising, always misleading, nature, the system of production of images requires that these cover the function of creation of desires in those who consume them. After asking myself: "Has an image ever made me happy?" I understood that images are nothing but the lifeblood of the Capitalistic system in which we live. The images are not intangible, unlimited and ethereal as we imagine them. Images are not light, they pollute not only our perception of the world but also the world itself. Images need physical places where they can be stored, where they can freely circulate. These are usually server farms, non-places hidden in the coldest areas of the earth, guarded by armed guards, which have an enormous environmental impact.

After facing these arguments, I decided to start a process of concretizing the images. I tried to give a body to these shapeless and mimetic entities, not in a literal way, banally printing them on any support, but trying to crystallize the essence by imitating and reversing the processes of representation of the reality in the digital world. Using experimental techniques, such as 3D scanning, 3D printing and Hydro-Dipping, my goal is to reify the images, revealing their concrete and disturbing nature. The results of my representations are grotesque sculptures, sensitive to light, whose purpose is to become a simulacra of the violence that our perceptive sphere undergoes every day.